Massoneria nella chiesa...da Benedetto XV a Benedetto XVI cento anni di lotte.

Pubblicato il da camilliadi

Una volta una mia amica mi disse che per ogni notizia che trapela c'è sempre un perchè questa è venuta a galla magari dopo anni.

E' un po' di tempo che, come alcuni di voi già sanno, mi stò dedicando alla massoneria e alle sue implicazioni nella nostra vita di tutti i giorni, iniziando mi sono imbattuto in un pezzo di Biagi su Marcinkus ( http://www.camilliadi.aggrega.it/index.php?option=com_content&view=article&id=26:il-banchiere-di-dio&catid=4:logge&Itemid=5) e da lì mi sono accorto che la massoneria non era un problema che riguardava solamente la società laica ma allignava anche nella chiesa cattolica.

Mi sono convinto, procedendo nelle mie ricerche, come vi spiegherò strada facendo, che nella chiesa in questo momento è in atto una fase di transizione e di un cambio radicale nei confronti del tema massoneria.

Per capire questo bisogna fare un passo indietro e partire dal 1917, quando Papa Benedetto XV promulga i Diritti Canonici in cui si condanna la massoneria e si scomunica chi ne fa parte...tenete ben presente il nome del Papa...come sapete i papi non scelgono nomi a caso, ma sono una sorta di impronta, sono una sorta di dichiarazione di intenti nello seguire le orme dell'omologo precedente.

Dopo Benedetto XV al soglio pontificio seguirono, nonostante la scomunica papale una serie di papi legati in qualche modo a filo doppio alla massoneria, vediamo quali grazie all'intervista a Don Villa di Fereuccio Pinotti:

"Papa Giovanni XXIII era vicino alla massoneria (in particolare Papa Roncalli avrebbe avuto contatti con la massoneria marinista e con i Rosacroce – gruppo massonico di ricerca filosofica – durante la sua esperienza come diplomatico della Santa Sede).
Il Gran Maestro del Grande Oriente Virgilio Gaito, in un’intervista del 1994 concessa a Fabio Andriola, affermava : “Si dice che Giovanni XXIII sia stato iniziato alla massoneria quando era nunzio a Parigi”. “Pare che Papa Giovanni XXIII sia stato iniziato a Parigi ed abbia partecipato ai lavori delle Officine di Istanbul”. La lista dei contatti di Roncalli con la massoneria è lunga e qui mi limito a riportare gli incontri più significativi.
Don Villa è assolutamente certo che Papa Paolo VI appartenesse alla Massoneria. Nel suo libro "Paolo VI beato?" don Villa cita a sostegno della sua tesi molte prove rinvenibili nelle posizioni moderniste e laiche assunte da Montini nel corso del suo papato e del Concilio Vaticano II. Montini ebbe rapporti con discussi esponenti della massoneria. In particolare, quando resse come cardinale la diocesi di Milano aveva conosciuto un rampante finanziare siciliano: Michele Sindona. Divenuto Papa il 21 giugno 1963 Montini chiamò Sindona a Roma e gli affidò una consulenza per lo Ior, chiedendogli di modernizzare la banca. All’epoca Sindona era in grande ascesa, faceva affari con Nixon, aveva rapporti con l’amministrazione americana, con il capo della Cia e con importanti esponenti della Democrazia Cristiana. Nel 1968 Paolo VI chiamò allo Ior monsignor Marcinkus, che era stato sua guardia del corpo e che poi tesserà i rapporti con Sindona e con Calvi.
Nel 1972 il Vaticano attraverso lo Ior, cedete la Banca Cattolica del Veneto al Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, allora in un momento di forte espansione. Fu un’operazione che irritò profondamente il patriarca di Venezia il cardinale Albino Lucani, futuro successore di Paolo VI. Un anno prima, nel 1971 Roberto Calvi e Marcinkus avevano fondato – con il supporto di Sindona- la Cisalpine Overseas Bank, a Nassau nelle Bahamas. Una realtà che servì per coprire speculazioni immobiliari fraudolente e riciclaggio di denaro di dubbia provenienza.
Montini ebbe modo di conoscere anche Licio Gelli. Nel 1965, durante il pontificato di Paolo VI gli venne riconosciuta dal Vaticano la nomina a commendatore Equitem Ordinis Sancti Silvestri Papae.
Ci sono alcuni gesti e azioni di secolarizzazione della Chiesa avvenute proprio sotto il pontificato di Paolo VI, e pare non dettati dall’onda delle contestazioni giovani che il periodo storico stava attraversando ma grazie soprattutto alla vicinanza del Pontefice alla società segreta. Gesti simbolici come la deposizione della “tiara” – simbolo del triregno -. L’introduzione di leggi in sintonia con parte della massoneria come il divorzio e l’aborto non hanno incontrato dure opposizioni rispetto a quelle paragonabili dei papati di Wojtyla e Ratzinger.
Il 12 settembre 1978 il settimanale “Op” diretto da Mino Pecorelli giornalista iscritto alla P2 e poi assassinato pubblicò in un articolo dal titolo "La Grande Loggia Vaticana" un elenco di ben 121 nominativi di esponenti vaticani e di alti prelati indicati quali affiliati alla massoneria. L’elenco faceva impressione: comprendeva Villot, monsignor Agostino Casaroli, ministro degli Esteri del Vaticano, il cardinal Ugo Poletti vicario di Roma, il cardinale Sebastiano Baggio, Marcikus, monsignor Donato De Bonis dello Ior, Don Virgilio Levi il vicedirettore dell’Osservatorio Romano, padre Roberto Tucci, il direttore della Radio Vaticana, monsignor Pasquale Macchi, segretario di Paolo VI. Potenti massoni secondo il sacerdote Villa, sarebbero stati inoltre influenti collaboratori di Montini.
Un Papa invece che cercò di osteggiare la massoneria fu Papa Lucani: per lui la massoneria incarnava il nemico di Roma. Pur intuendo che il suo amato predecessore Montini avesse aperto le porte delle Mura leonine a una schiera di piduisti – Gelli, Ortolani, Sindona, Calvi – era contrarissimo a quell’insana commistione rivolta soltanto al profitto. Don Villa è convinto che Papa Lucani, il Papa dei 33 giorni (il 33 è un numero simbolico per tutti i massoni) volesse fare pulizia all’interno del Vaticano, avendo individuato la forte presenza della setta segreta. E questa sarebbe stata la causa della sua improvvisa morte.

 (http://nikocore.blogspot.com/2008/01/fratelli-ditalia-parte-seconda-la_23.html)

A Giovanni Paolo I succede Woytila, che, avrebbe probabilmente voluto proseguire l'opera di pulizia ma per i problemi riportati nell'articolo "Il banchiere di Dio " di cui sopra è "costretto" a connivenze con mafia e massoneria.

E arriviamo a Ratzinger, che col nome scelto lancia un messaggio preciso alla vecchia guardia rosacrociana ( dimenticavo di dirvi che il simbolo di Paolo VI era il giglio...simbolo massonico, che ritrovate in piccolo, piccolo sulle cravatte di molti politici e giormalisti...ma di questo parleremo un'altra volta...) ...ma aspettate a dire meno male perchè il simbolo scelto dal tedesco è un orso (http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/elezione/stemma-benedict-xvi_it.html) simbolo degli illuminati ( non quelli di Dan Brown, ma quelli del Nuovo Ordine Mondiale, di cui sentite spesso parlare...da Prodi a Napolitano...Obama e banchieri...)...si è venuto a creare quindi un cortocircuito massonico e secondo me ( fermo restando le immense e imperdonabili colpe del Vaticano) lo scandalo fa parte di questa nuova guerra tra bande...dove non si sa mai chi vince...solo chi perde, sempre e da sempre...se vedemu

 

 

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