il senso delle parole

Pubblicato il da camilliadi

il senso delle parole

"Quando nelle nostre parole c'era meno fantasia,quando anche fra il nemico, un pentito era una spia" (P.Pietrangeli)
Chiamre le cose col loro nomi di questi tempi bui,specialmente nei tg, non usa più, le parole fanno paura, bisogna abbellire, nascondere, scavare nelle parole fino a farne perdere il senso.
Nessuno chiama più ladri gente come Fiorani, Tanzi, il troppo compianto Bottino Craxi,Mario Chiesa,li chiamano bancarotta per disrazione(...di chi?), finanziamento illecito ai partiti( tralasciando il fatto che finanziavano varie amanti, appartamenti in costa azzurra dei figli e via dicendo...)perchè fanno piùpaura le parole che non le notizie?
Perchè il politico di turno quando si accorge di aver detto una cazzata macroscopica dice di essere stato frainteso, di non averlo mai detto, perchè n essuno dei giornalisti presenti gli fa riascoltare le registrazioni e gli impone di scusarsi? Perchè i casi sono due o tu sei un pagliaccio o il pagliaccio è chi riporta una notizia sbagliata....invece silenzio.
Perchè un puttaniere(niente contro la categoria) viene definito utilizzatore finale...e nessuno ride in faccia a mortymer Ghedini, con un avvocato così non puoi sperare di vincere un processo..." Non è corruzione! I giudici sono solo utilizzatori finali del denaro del mio cliente!"...che tristezza!
Altra frase che mi fa inferocire è "Non conosco l'argomento, ma...ma un belin, o ne capisci e ne sai o stai zitto, eviti figure di merda e fai parlare chi ne sa! E invece no tutti Soloni, tutti a pontificare su tutto lo scibile, dall'influenza al nucleare, non c'è argomento su cui non mettano bocca, spesso beccando congiuntivi al limite della denuncia penale, sembra che solo per il fatto di essere stati eletti diventino improvvisamente competenti su tutto.
Parole, parole,parole...se vedemu
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