armi sì,istruzione no...editoria sì,operai no...

Pubblicato il da camilliadi

La legge finanziaria 2009, approvata il 19 dicembre scorso dal Parlamento Italiano stanzia almeno 4 miliardi per gli investimenti nel settore della Difesa, il 6% in meno del governo Prodi, ma pur sempre 4 miliardi di investimenti, laddove alla scuola ne sono stati tolti 8.

Nell’ambito del disegno di legge di bilancio per il 2010, attualmente all’esame del Camera, lo stato di previsione del Ministero della difesa reca previsioni di competenza per 20.363,6 milioni di euro, pari all’1,301% del PIL (1,326% nel 2009). Rispetto allo stanziamento del 2009 si registra quindi un incremento di 69,3 milioni di euro; in termini di rapporto percentuale con il PIL complessivo si ha però una leggera diminuzione dello 0,025%.

Gli stanziamenti del Ministero della difesa si distinguono innanzitutto in:

  • 17.218,7 milioni di euro per le spese di parte corrente, pari all’84,6% delle spese totali del Ministero (86,1% nell’esercizio precedente);
  • 3.144,9 milioni di euro per spese in conto capitale, pari al 15,4% (13,9% nel 2009).

Stanziamenti che interessano la Difesa sono presenti anche negli stati di previsione dei seguenti ministeri:

  • Economia e Finanze:
    • è presente per memoria il Fondo di riserva per le spese derivanti dalla proroga delle missioni internazionali di pace (capitolo 3004).
  • Sviluppo economico
    • uno stanziamento di 373,6 milioni  per il Fondo per gli interventi agevolativi alle imprese (capitolo7420), interamente destinato, negli anni precedenti, ad interventi per l’aeronautica e per l’industria aerospaziale e duale.
    • uno stanziamento di 1.384,7 milioni di euro destinato ad Interventi agevolativi per il settore aeronautico (capitolo 7421).
    • uno stanziamento di 510 milioni di euro destinato adInterventi per lo sviluppo e l’acquisizione delle unità navali della classe FREMM (fregata europea multimissione) (capitolo 7485).

 

La Difesa ha superato solo con un meno 6% le sforbiciate di Tremonti, che hanno tagliato 8 miliardi di euro alla scuola nel prossimo triennio.
Puniti sono soprattutto i militari (comprese forze armate e forze di polizia). Non l'industria

 

A queste sono da aggiungere le spese per le missioni militari all’estero, pari a un miliardo l’anno.Non la scuola, non la ricerca, non l'innovazione. Come sembrerebbe logico, e come è logico in ogni paese occidentale. Bensi: armi.

Perchè, per quanto racconti l’inutile Gelmini, gli unici investimenti sulla scuola (peraltro insufficienti) sono arrivati dal rientro cash dello scudo fiscale( 450 milioni di euro) a fronte di tagli per 380 milioni di euro, l’anno prossimo senza il gettito extra la scuola sarà alla canna del gas, con buona pace di Orwell Berlusconi e del suo piano di annientamento delle menti.

Durante l’iter della legge finanziaria nessun onorevole o senatore (ne di centrodestra ne di centrosinistra) ha proposto di ridurre le spese per gli armamenti.

Tagli alla scuola, alla ricerca,allo sviluppo,ma l’editoria è salva!!! Indovinate chi mangia essenzialmente con i finanziamenti statali a realtà che altrimenti non avrebbero ragione di esistere?

L'elenco è imbarazzante: giornali di partito, testate legate a movimenti politici, cooperative (vere e presunte) di giornalisti, quotidiani editi da società controllate da fondazioni o enti morali.
C'è chi si accontenta di 6.320 euro di contributo all'anno, come L'amore vince, edito dalla Fondazione di Culto e Religione Piccolo Rifugio, chi incassa 6,3 milioni di euro, come l'Avvenire, quotidiano della Cei.
Ci sono Motocross (517 mila euro) e Sportsman-Cavalli & Corse (2,5 milioni), Chitarre (296 mila euro) e Ti saluto fratello (44.960 euro), Rassegna sindacale (517 mila euro), Civiltà cattolica (66.700 euro),
L'aurora della Lomellina della diocesi di Vigevano (45.197 euro).
Ora arrivano querce e sequoie, i pesi massimi del contributo di Stato: gli organi di reali o immaginari partiti e movimenti politici.
La Discussione? Difficile da trovare in edicola, ma nei decreti di stanziamento è sempre presente: 15,148 milioni di euro in 7 anni.
Linea, un mistero editoriale da quasi 16 milioni di euro, si presenta come organo del Msi-Fiamma Tricolore ma perfino la paternità è duramente contestata.
Il Campanile, non fa din don ma bingo: nelle solide mani dei figli di Clemente Mastella, Pellegrino ed Elio, ha incassato già quasi 6 milioni di euro.
L'Opinione delle Libertà, ha messo in cassaforte 13.542.856 euro.
E che dire della diaspora editoriale socialista? L'Avanti! ha macinato quasi 15 milioni di euro. L'Avanti! della domenica, ovviamente settimanale, dal 2000 al 2003 ha messo in banca 2.360.545 euro.
Il Socialista Lab, quotidiano della cui esistenza in pochi si sono accorti, in tre anni di euro ne ha ottenuti 758 mila.
La Gazzetta politica, settimanale, dal 2002 al 2005 ha superato 1,6 milioni di euro.
E che dire degli alfieri del mercantilismo? La Voce repubblicana, ectoplasma da edicola, tra aperture e chiusure ha presentato un conto da 2,263 milioni di euro.
Liberal ha un etichetta politica lontana dal Leviatano dello Stato, ma vicina alla cassa di Palazzo Chigi: dal 2003 al 2006 ha incassato oltre 3 milioni di euro. Chissà oggi!
Persino il feroce Tonino Di Pietro accetta di partecipare alla spartizione del finanziamento pubblico: per Orizzonti Nuovi, 62 mila euro nel solo 2005, l'anno dopo ha preferito i 2,036 milioni di euro per il quartino di Italia dei valori, in cui casualmente è stata assunta la figlia Anna come praticante.
Poi il gigante Libero, l'Unità, il Manifesto ( cooperativa di giornalisti con un attivo di circa 30 milioni in 7 anni di contributi ) che oggi minacciano la chiusura! In 7 anni per loro circa 40 milioni.
L'Europa rimasuglio di testata del PD ha messo in tasca, in soli 4 anni, qualcosa come 14 milioni di euro, quanti di voi l'hanno mai letto?
Il Foglio di Ferrara ha incassato finora oltre 25 milioni di euro.
Liberazione (25,5 milioni),
Rinascita (11 milioni) e La Rinascita della sinistra (6 milioni).
Anche Notizie Verdi, ex Sole che ride (9 milioni)
Radio Radicale: 30 milioni di euro per la radio dei pannelliani che, evidentemente, quando si tratta di arraffare i soldi degli italiani non fanno scioperi della fame!
Roma ladrona?
Non quando si tratta di sbancare i contribuenti: il quotidiano leghista La Padania infatti si è assicurato 28 milioni in sette anni, circa 4 milioni ogni 12 mesi.
E dal Nord al Mezzogiorno il refrain è sempre lo stesso. Il meridionalissimo Movimento Europa Mediterraneo porta a casa soldi per Il Denaro: quasi 14 milioni di euro.
Quanto a Magna Grecia Sud Europa, che con la cooperativa Balena Bianca, made in Avellino, pubblica la rarissima Democrazia cristiana (un milione), non resta certo indietro rispetto ai duri e puri del profondo Nord.
Le Peuple valdotain, settimanale di Aosta, in sei anni ha battuto cassa per un milione e mezzo; e il mensile Zukunft in Südtirol, edito dalla Svp, veleggia ormai oltre quota 5 milioni.
Ma quante sono le diocesi italiane? Quante le case generalizie, le fondazioni, le pie società che editano, stampano, sopravvivono grazie ai contributi pubblici? Fuori dalla giungla comincia una sterminata prateria di carta. Una prateria dove astuti cavallerizzi si riempiono le tasche e saccheggiano gli italiani che si danno fuoco davanti al Campidoglio perché hanno perso il lavoro o si suicidano all'albero del loro giardino per lo stesso motivo…scusate numeri e cifre, ma sarebbe ora che cominciassimo a farci rendere conto di come usano i nostri soldi….se vedemu.

(fonti: Sinistra radicale, bilancio camera deputai, sindacati scuola, blogscuola,lettera 21 insegnanti)

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