Monday 31 january 2011 1 31 /01 /Gen /2011 04:49

Di camilliadi

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Sunday 14 november 2010 7 14 /11 /Nov /2010 05:48

Di camilliadi

Se bevete latte leggetelo

Il latte scaduto non venduto è mandato di nuovo al produttore che PER LEGGE può
eseguire di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul
...mercato.
Questo processo PER LEGGE può essere eseguito fino
a 5 VOLTE.
Il produttore è obbligato a indicare quante volte è stato eseguito il processo, e,
in effetti, lo indica, ma a modo tutto suo, nel senso che chi si è mai accorto
che il latte che sta bevendo è scaduto e ribollito chissà quante
volte?
Il segreto
è guardare sotto il tetrabrick e osservare i numerini.

Ci
sono dei numeri 12345. Il numero che manca indica quante volte è scaduto e poi
ribollito il latte.
ES: 12 45
manca il tre: scaduto e ribollito 3 volte. Attenzione tutto lo scatolone avrà ricevuto questo
trattamento. In questo modo le aziende si arricchiscono, riciclando, di fatto,
il latte scaduto, e chi ne paga le conseguenze, siamo noi che, di fatto,
beviamo acqua
sporca.

( Massimiliano Di Cicco)


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Wednesday 10 november 2010 3 10 /11 /Nov /2010 21:49

Di camilliadi

http://massoneriaelogge.blogspot.com/2010/11/opus-dei-ior-e-la-mafia-di-faenza-forse.html

Opus Dei, Ior e la mafia di Faenza, forse stavolta Agca dice il vero

Alì Agca fa un'affermazione nuova e incredibile ( per chi non conosce bene tutti i retroscena) " L'attentato al Papa polacco è stato ordito all'interno del Vaticano dal cardinal Casaroli ( allora segretario primo ministro della Città del Vaticano".
Di tutte le affermazioni rilasciate nel corso di questi trent'anni dal turco, questa è sicuramente quella che più si avvicina alla verità, per il motivo che si incastra perfettamente nel periodo storico e morale di quei giorni in Piazza San Pietro, vediamo il perchè.

Partiamo dalla figura di Agostino Casaroli, sacerdote di umili origini, fu nominato vescovo da Paolo VI e ordinato cardinale da Giovanni Paolo II. Ricoprì la carica di segretario di stato dal 1979 al 1990, dunque in un periodo storico molto particolare.

Di lui si occupa (settembre 1978) la rivista «OP Osservatore Politico» del giornalista Mino Pecorelli, affiliato alla loggia massonica P2,quando appare una lista di centododici presunti “massoni vaticani”. Abbiamo a che fare con cardinali, vescovi, prelati, sacerdoti, professori di accademie pontificie e impiegati della Santa Sede, segnalati con la loro sigla di affiliati e l’anno di iscrizione, a cominciare dal presidente dello IOR Paul Marcinkus (iscritto dal 21 agosto 1967, Matricola 43/649). Al suo fianco si distinguono i cardinali Jean-Marie Villot, segretario di Stato della Santa Sede (iscritto dal 1966, Matricola 04 1/3) e Agostino Casaroli, ministro degli Esteri della Santa Sede (iscritto dal 1957, Matricola 41/076)…. Più particolarmente in Vaticano si fronteggiano due fazioni contrapposte: una, massonico-moderata, denominata “Mafia di Faenza”, che fa capo ad Agostino Casaroli, Achille Silvestrini e Pio Laghi; l’altra, integralista, che fa capo a Paul Marcinkus e monsignor Luigi Cheli, membri dell’Opus Dei”.

Nonostante la presenza di una lista massonica Vaticana ( contraria ai fondamenti religiosi) venga giudicata verosimile anche da ambienti vicini a Wojtyla, i quali ne sconsigliano l'ordinamento a cardinale, il pontefice si impunta e lo fa comunque cardinale.Ricordiamo che l'ordinamento a Vescovo è stato voluta da Paolo VI, sul quale pesa un pesante sospetto di essere a sua volta massone ( come già raccontato in questo blog) basti pensare che il venerabile Licio era ammesso agli appartamenti papali.

In quel particolare momento scoppia lo scandalo dello IOR e del Banco Ambrosiano vediamo cosa stava succedendo:
Proprio nel periodo della convalescenza di papa Wojtyla, le due opposte fazioni curiali si misero d'accordo per commissariare la Compagnia di Gesù, verso la quale nutrivano entrambe una forte ostilità.

Pochi giorni prima che Wojtyla tornasse in Vaticano, il 29 settembre, la Santa Sede diramò una notizia stupefacente: il presidente della banca vaticana, monsignor Marcinkus, era stato nominato dal Papa convalescente anche pro­presidente della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano; il capo dello IOR e neo-governatore dello Stato vaticano, inoltre, era stato promosso al rango di arcivescovo, in attesa di ricevere la porpora.

La notizia della nuova carica cumulata da Marcinkus (il quale in pratica era divenuto il capo assoluto di tutte le finanze vaticane) suscitò sconcerto nella stessa Curia, soprattutto nel Segretario di Stato il cardinale Casaroli, da tempo ai ferri corti con Marcinkus. A causa di Solidarnosc Wojtyla non poteva fare a meno di Marcinkus: in particolare si dovevano assicurare ingenti finanziamenti alla leadership moderata di Walesa.

La fazione opusiana appoggiava fortemente il sostegno papale a Solidarnosc: per questo accettava che le finanze vaticane restassero nelle mani di monsignor Marcinkus, e che l'arcivescovo americano si facesse carico dei rischiosi finanziamenti segreti a Walesa. Da notare che l'entourage più stretto di Wojtyla era convinto che l'attentato fosse collegato alla sua decisione di elevare l'Opus Dei a Prelatura personale. Tanto che egli accettò una "speciale protezione" opusiana, nella persona del capitano della Guardia svizzera Alois Estermann, nuova guardia del corpo del Pontefice ( e conosciamo la faccenda dell'omicidio-suicidio che l'ha visto coinvolto)

Quando in Polonia il governo comunista di Jaruzelski impose lo stato d'assedio per scongiurare l'invasione sovietica e la guerra civile, in Vaticano il cardinale Casaroli, insieme a molti curiali, riteneva il Sommo Pontefice corresponsabile della tragedia polacca, gravida di incognite ben più sanguinose. Si temeva, sopra ogni altra cosa, che emergessero i finanziamenti vaticani a Solidarnosc, e che il sindacato-partito cattolico voluto e sostenuto da Giovanni Paolo II a quel punto sfuggisse al controllo politico papale imboccando la strada dell'insurrezione.

Anche la Loggia P2 - in dissenso dalla fazione massonico-curiale, a maggioranza fautrice dell'Ostpolitik - approvava i finanziamenti "anticomunisti" a Solidarnosc. Al punto che persino una parte dei 7 milioni di dollari fatti affluire nel biennio 1980-81 dalla P2 - tramite l'Ambrosiano - sul conto svizzero "Protezione" a beneficio del politico italiano Bettino Craxi, venne utilizzata per aiuti a Solidarnosc.

Nel dicembre 1981 il finanziere Carlo De Benedetti, da pochi giorni vicepresidente e azionista dell'Ambrosiano (il 18 novembre aveva acquistato per 50 miliardi il 2 per cento del Banco), tentò di appurare con precisione quali rapporti legassero la banca di Calvi e la P2 alla banca del Papa, ma non ottenendo da Calvi alcuna risposta, pretese d'incontrare a Roma, per chiarimenti definitivi, monsignor Achille Silvestrini della Segreteria di Stato vaticana. Il successivo 22 gennaio 1982 De Benedetti, sottoposto a pressioni e minacce, lasciò il Banco Ambrosiano cedendo la propria quota del 2 per cento allo stesso Calvi, per una somma che procurerà al finanziere l'accusa di concorso in bancarotta fraudolenta e una vicenda giudiziaria lunga e tortuosa conclusasi con l'assoluzione.

Con il divenire dello scandalo IOR-Calvi-Ambrosiano, la figura di Marcinkus si faceva sempre più ingombrante per la fazione massonico-curiale, proprio mentre il potere del presidente della banca papale, nominato anche governatore dello Stato vaticano, era aumentato a dismisura. Il cardinale Casaroli intendeva recidere i legami IOR-Ambrosiano mediante una trattativa diplomatica e una transazione finanziaria; monsignor Marcinkus era assolutamente contrario a una simile eventualità, ritenendo che la Santa Sede dovesse limitarsi a negare qualunque responsabilità dello IOR nell'imminente bancarotta dell'Ambrosiano.

Gli echi del contrasto Casaroli-Marcinkus finiranno nelle memorie del massone Francesco Pazienza. L'agente-collaboratore del servizio segreto militare italiano racconterà di essere stato mandato in Vaticano dal capo del Sismi, il generale massone della P2 Giuseppe Santovito, su richiesta della Segreteria di Stato vaticana, per incontrare il braccio destro del cardinale Casaroli, monsignor Pier Luigi Celata, il quale pretendeva la rimozione di Marcinkus dallo IOR, anche per attenuare il potere politico dello stesso Wojtyla sulla curia vaticana. Wojtyla, fin dalle sue prime mosse, dal punto di vista "politico" aveva lasciato intuire, contro la linea diplomatica di Casaroli, che il Vaticano sarebbe andato nella direzione di una linea dura, di scontro frontale con Mosca e i Paesi satelliti.

Quando Pazienza lascia il Sismi per diventare consulente personale di Calvi, su richiesta di quest'ultimo, il motivo di questa collaborazione era il tentativo di coinvolgere l'Opus Dei nell'azionariato del Banco Ambrosiano, facendo pervenire al cardinale Palazzini proposte, documenti e "confidenze" sulle connessioni segrete fra lo IOR e l'Ambrosiano. In pratica, Calvi proponeva alla fazione opusiana di estromettere monsignor Marcinkus dalla presidenza dello IOR, di affidare la banca papale a un fiduciario dell'Opus Dei, e di far rilevare dallo IOR una quota societaria del 10 per cento del Banco Ambrosiano per 1.200 milioni di dollari.

A febbraio del 1982 il cardinale Palazzini diede risposta negativa. Il cardinale Casaroli, interessato a impedire che l'Opus Dei, così ostile ai sovietici e tanto amica dei polacchi di Solidarnosc, non voleva ch'essa mettesse le mani sullo IOR-Banco Ambrosiano. Il Papa la pensava come il cardinale Palazzini, però non voleva problemi con il suo segretario di Stato e men che meno con la fazione massonico-curiale.

Il 30 maggio Roberto Calvi rivolse un estremo appello al cardinale Palazzini perché lo si facesse uscire da una situazione che lo portava alla bancarotta, chiedendo di poter parlare con Wojtyla.

Così Calvi scrisse a papa Wojtyla il 5 giugno 1982: “Santità sono stato io ad addossarmi il pesante fardello degli errori nonché delle colpe commesse dagli attuali e precedenti rappresentanti dello Ior, comprese le malefatte di Sindona…; sono stato io che, su preciso incarico dei Suoi autorevoli rappresentanti, ho disposto cospicui finanziamenti in favore di molti Paesi e associazioni politico-religiose dell’Est e dell’Ovest…; sono stato io in tutto il Centro-Sudamerica che ho coordinato la creazione di numerose entità bancarie, soprattutto allo scopo di contrastare la penetrazione e l’espandersi di ideologie filomarxiste; e sono io infine che oggi vengo tradito e abbandonato…“ (citato in Ferruccio Pinotti, Poteri forti, Bur, 2005). Calvi si riferiva ai finanziamenti di alcuni regimi fascisti (Pinochet, Somoza...) e al fatto che aveva contribuito enormemente a distruggere la linea dell'Ostpolitik dell'ala di Casaroli.

Wojtyla il 6 giugno s'incontra invece con Reagan per stabilire ulteriori aiuti al sindacato Solidarnosc, i cui leader erano in carcere. Monsignor Marcinkus si occupa di convogliare al sindacato clandestino anche i finanziamenti Usa, che si appaiavano ai fondi IOR-Ambrosiano. Dell'accordo Wojtyla-Reagan vennero tenuti all'oscuro sia la Segreteria di Stato vaticana, sia il Dipartimento di Stato americano.

Il 12 giugno 1982 Roberto Calvi lascio l'Italia. Quarantottto ore dopo monsignor Marcinkus firmò una lettera di dimissioni dal Consiglio di amministrazione del Banco Ambrosiano Overseas di Nassau.

Il 16 giugno il direttore generale dell'Ambrosiano, Roberto Rosone, si recò in Vaticano, presso la sede dello IOR, avendo saputo che il Banco Ambrosiano Andino aveva elargito grossi finanziamenti allo IOR, ovvero a società ad esso facenti capo e che erano stati garantiti con una serie di pacchetti azionari di ottima immagine, tra cui il 10 per cento circa di azioni del Banco Ambrosiano (circa 5 milioni e 300 mila azioni). Il credito complessivo del Banco Andino si aggirava su un miliardo e 300 milioni circa di dollari Usa. Calvi era convinto di aver trovato finalmente un aiuto concreto.

I responsabili dello IOR erano favorevoli a fare una sorta di transazione, ossia a restituire il puro capitale, senza interesse alcuno. Ma il 17 giugno le autorità monetarie italiane deliberarono la liquidazione coatta del Banco Ambrosiano, che crolla in borsa.

Calvi intanto riceve una lettera da Licio Gelli, il capo della P2, che gli conferma che Finetti e Seigenthaler, indicati come cassieri romani dell'Opus Dei, si stavano occupando per salvare l'Ambrosiano dalla bancarotta.

Calvi si era recato a Londra per ottenere un pacchetto finanziario di salvataggio proveniente dall'Opus Dei (che proprio in quella città aveva il suo quartier generale), ma l'Opus Dei, in cambio dell'aiuto, chiedeva precisi poteri politici in Vaticano, ad esempio nella determinazione della strategia verso i Paesi comunisti e del Terzo mondo. La fazione massonico-curiale di Casaroli, appoggiata da Andreotti, era contraria.

Calvi venne trovato impiccato il 18 giugno 1982 sotto il ponte dei Frati Neri sul Tamigi, in una zona di Londra la cui polizia dipendeva dal duca di Kent, capo della massoneria mondiale. Successivamente il pentito della mafia siculo-americana, F. Marino Mannoia, dirà che a strangolare Calvi fu Di Carlo, su ordine di Pippo Calò. Verrà uccisa anche la sua segretaria personale.

Il 27 novembre, cioè tre mesi dopo l’annuncio della decisione papale, la Congregazione per i vescovi ufficializza la erezione dell'Opus Dei a Prelatura personale del pontefice, la prima nella storia della Chiesa di Roma.

Questi i fatti, a voi le dovute considerazioni

Fonti: Web
http://www.antoniothiery.it/rendina,%20i%20peccati%20della%20chiesa.htm
Don Luigi Villa il Vittorioso “Avvocato del diavolo”
www.chiesaviva.org
http://www.loggiap2.com/roberto_calvi


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Thursday 28 october 2010 4 28 /10 /Ott /2010 22:17

Di camilliadi

 

" Io non sono cattiva, mi disegnano così"...Lui è così, e' uno che ha il cuore troppo grande e non può fare a meno di aiutare chi ha bisogno, un filantropo...uno che si fa in quattro per aiutare chi è in difficoltà, è un suo bisogno primario. A questo proposito, e per far conoscere a tutti gli italiani la parte tanto gelosamente tenuta nascosta dal nostro imperatore, il portavoce del presidente del consiglio ,quello ancora inopinatamente incolume, Paolino Buonaiuti ha consegnato alla stampa un memorandum delle magnifiche gesta del CAVALIERE MASCARATO ha compiuto solo nella giornata di oggi, ve ne rendo edotti in anteprima:

h 5,30 Dopo le orazioni mattutine sua magnificenza aiuta la giovane cameriera Assuncion a rifare la camera da letto. Essendo un tipo molto preciso il rifacimento camera dura fino alle 7,00. Alla fortunata domestica lascia 10.000 euro e le mutande usate di Emilio Fede in segno di roconoscenza per l'accurato lavoro svolto.

h 8.00 Frugale colazione in compagnia dei meno abbienti e fortunati di lui ( Calderoli e Maroni)

h.9.00 Uscendo dall'umile magione si accorge di una povera ragazza in difficoltà e si fa prontamente carico delle sue buste. D opo averla accompagnata fino a casa pretende di aiutarla a posare la spesa. L'operazione di scarico si conclude intorno alle 11. Alla ragazza lascia generosamente anche una busta con 30.000 euro e la prostata sotto vetro di Emilio Fede.

h.11,30 Arrivato nei suoi uffici si accorge che la sua segretaria praticante ( la signorina Zaira, 19 anni, 100,60, 90 ) non riesce a sollevare da terra un faldone di incartamenti. Senza nemmeno riflettere il nostro si fionda sul pesantissimo faldone e accompagna la signorina Zaira fino agli uffici dell'archivio dove ne approfitta per rimettere ordine fino alle ore 13 . Alla signorina lascia in segno di gratitudine per l'abnegazione dimostrata 50.000 euro e una bustina di peli pubici di Emilio Fede

H 13,30 Andando verso il ristorante, il nostro Dio è riconosciuto dalle alunne della 5°E della scuola " Quasi vergini " di Monteprandone. Per ringraziare le calorose sedicenni dei saluti le invita tutte a pranzo nella sua villa. Al termine del pranzo allieta le giovani con ameni giochi di società e dona a ciascuno di loro un ciondolo con la sua immagine. Trattiene con sè la più sfortunata del gruppo per aiutarla a fare i compiti. Nonstante tutta la buona volontà della ragazza le operazioni si protraggono fino alle 17. Una volta finito i compiti Sua Divinità dona all'alunna 60.000 euro in una busta, un profilattico con dedica di Emilio Fede e una nomina ad assessore in Regione.

h 20.00 Mentre sorseggia un Martini intravede fuori dal locale due malviventi comunisti intenti a scippare una povera anziana ( Martini Giulia anni 29). Senza pensarci due volte si lancia fuori dal locale, annienta l'infame feccia e riconsegna la borsetta alla signorina che lo invita a cena per ringraziarlo. Vincendo la sua naturale riservatezza e modestia accetta l'invito e cena con lei, la sorella di lei , la mamma di lei e la simpatica cagnolina Sammy. Nonostante la crisi e i gravosi impegni a cui è sottoposto rimane con la famigliola fino alle 3,56 . Uscendo ha voluto ringraziare dell'invito lasciando una busta con 150.000 euro, il parrucchino di Emilio Fede, un contratto come Meteorine per le sorelle, un appartamento in Corso Buenos Aires alla madre e cinquemila confezioni di Ciappi alla cagnolina.

Ora, in tutta onestà, come potete ancora criticarlo?

Il Bambino coi baffi...se vedemu


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Tuesday 19 october 2010 2 19 /10 /Ott /2010 20:28

Di camilliadi

Non so voi, ma io comincio ad averne le tasche piene di tutto questo buonismo di maniera , appiccicaticcio e fastidioso come una pisciata sui calzoni. Ormai nessuno dà più risposte e  nessuno fa più domande. I giornalisti sono solo aste per la cazzata del potente di turno nella migliore delle ipotesi, nella peggiore non sono altro che presentatori di truculenti reality a caccia della lacrima, dell'assassino, del movente, con un occhio al monitor per vedere se la faccia da " Dio, che tragedia!" tiene bene e con l'altro rivolgere una preghiera al cielo perchè la tragedia continui per almeno un'altra settimana, finchè non ne arriverà una nuova.

Lo Sara Scazzi Show tiene banco da dieci giorni, da quando la Sciarelli ha avuto quella botta di culo che le è valsa l'odio incondizionato di tutti i suoi colleghi che avrebbero dato un rene per essere al suo posto. Da lì è cominciato il grandioso Reality: prima la notizia alla madre della morte della figlia data con la sensibilità di Rudolph lo stupratore delle vergini, naturalmente davanti a cinque milioni di persone...qualcuno deve aver fatto notare alla Sciarelli che forse era il caso di interrompere, ma era come cercare di levare un sorcio dalla bocca del gatto,probabilmente dopo la minaccia di intervento armato da parte dei NOCS per liberare l'ostaggio l'ha dovuta mollare a malincuore.

Dal giorno dopo in poi è partita l'avanzata in grande stile: tutte le reti RAI, le reti Mediaset, LA7 in coro a fare da cassa da risonanza a un gruppo di psicolabili che chiedeva la pena di morte ( occhio per occhio ha sempre avuto una grande presa sull'italiota medio, questo spiega ampliamente come mai Bossi fa il ministro anzichè il muratore) , a intervistare parenti, amici, amici degli amici, a cingere d'assedio la casa del mostro...la D'Urso ( che io preferisco ricordare nuda su Playboy), tra un orgasmo da audience e una gravidanza isterica, intervista la figlia del mostro con la stessa faccia della Madonna sotto la croce...a un certo punto si immedesima talmente tanto nel personaggio che sembra credere perfino lei che gli freghi qualcosa, ma le passa subito e dopo aver cristianamente appoggiato, con la Mussolini e quell'altro genio della Santanchè la pena di morte, dà la pubblicità.

Nel frattempo Sposini, Giletti, Cocuzza, Vespa, Minzolini, Orefice e la Berlinguer, usciti da una messa nera dove hanno chiesto a Satana di far morire la Sciarelli in trentadue modi diversi, si spartiscono i soliti noti del teatrino della tragedia, una sorta di pret a porter dell'orrore, dove attingono ad ogni nuovo " efferato omicidio" : i criminologi Roberta Bruzzone ( quella che dichiarava Olindo e Rosa innocenti ) Francesco Bruno ( coinvolto nelle indagini sul mostro di Firenze...quando su dice un esperto...) e l'immarcescibile Paolo Crepet e il solito contorno di nani e  ballerine, naturalmente la linea è sempre dagli al mostro in ogni luogo e in ogni lago...

Quando sembrava essersi placata la sete di sangue di Tv e massaie di Pescara, ecco il colpo di scena : arrestano la cugina della vittima...e da capo Sposini, Giletti, Cocuzza, Vespa, Minzolini, Orefice e Berlinguer, dopo aver ringraziato Dio, Buddah, Shiva, Manitù e Tex Willer rimettono in moto la macchina...stessi discorsi con l'unica differenza della foto sullo sfondo. La D'Urso, che la settimana prima aveva fatto lingua in bocca con quella che potrebbe essere un'omicida, non si scompone di un millimetro e afferma che lei crede nell'innocenza della cugina, il tutto condito dalla stessa espressione di una vergine di fronte a Rocco Siffredi...la pena di morte  non è più un'opzione,solo guardandoli negli occhi nostra signora dei sette dolori ha deciso chiè colpevole e chi è innocente...potenza della tv!

Ieri, inopinatamente, becco un frammento di Sposini che parla con orrore del " Turismo da tragedia" , dei curiosi che vanno a vedere...e fa vedere le immagini della villetta dei mostri dove nell'ordine si vedono :
1) Tre pattuglie dei carabinieri
2) Troupes del tg1, tg2, tg3, tg4, tg5, Studio Aperto con tanto di pianista per sottofondo funebre live, La7, almeno 6 Tv private,
3) 132 giornalisti di tutte le testate dal Corriere della sera al Corriere dei piccoli
4) Quelli di Voyager
5) Due cinesi

Se esiste un " Turismo dell'orrore" loro sono i tour operator..

Niente di più feroce della banalissima televisione.( Pasolini)   se vedemu

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